Il Derby della Vendetta e dei Rimpianti ? Gli uomini dell’MI5 hanno evitato una strage

Il 7 aprile scorso si è giocato l’ultimo derby calcistico stagionale della città inglese di Manchester. Sul campo si sono fronteggiati lo United di Josè Mourinho e i neo-campioni d’Inghilterra del Manchester City allenati dall’inventore del “tiki taka” Josep Guardiola che puo’ contare grazie ai milioni degli sceicchi, di una rosa di calciatori di prima grandezza che dominano la “premier League”. La partita come sempre è stata bella e spettacolare e l’ha vinta un po’ a sorpresa, lo United di Mourinho per 3-2. La stampa sportiva inglese il giorno dopo lo ha descritto come “Il derby della vendetta e dei rimpianti facendo riferimento alla stagione calcistica e all’eterna rivalità tra i due allenatori che ( cordialmente) si detestano. La partita più difficile invece, l’hanno giocata fuori dallo stadio i servizi segreti inglesi (MI5) che hanno sventato un terribile attentato che aveva come bersaglio proprio il derby di Manchester. Il piano era abbastanza semplice e ormai collaudato, un camion imbottito di tritolo e chiodi avrebbe dovuto esplodere dopo aver travolto la colonna di tifosi diretti nel modenissimo “Etihad Stadium” di proprietà del Manchester City club dell’emiro Mansur bin Zayd Al Nahyan.

L’intelligence inglese allertata da una fonte confidenziale, verificata l’attendibilità della segnalazione, ha stretto d’assedio per giorni tutta la zona circostante dello stadio rendendo impossibile la messa in atto del piano terroristico, il sesto sventato in Inghilterra dall’inizio del 2018. Fin dagli inizi di febbraio si era registrato molto fermento negli ambienti dell’estremismo islamico inglese con i “lone wolwes” incitati a colpire gli infedeli dal nuovo portavoce dell’Isis, il misterioso Abū al-Hasan al-Muhājir che a causa di una voce non propriamente da condottiero, fatica ad imporsi nella galassia islamista abituata ai proclami e al tono guerriere del siriano Abu Mohammad al- Adnani passato a miglior vita nel 2016.Gli uomini dei servizi inglesi una volta ascolati i sermoni diretti ai “lupi solitari” e intercettate una serie di comunicazioni protette ma molto esplicite, si sono convinti che il derby di Manchester sarebbe stato preso di mira dai fanatici maomettani che per le misure messe in atto, hanno dovuto sospendere i preparativi dell’attacco. L’operazione antiterrorismo di Manchester dimostra ancora una volta il grande pericolo che l’Inghilterra continua a correre con il terrorismo salafita che negli anni ha potuto crescere indisturbato nelle moschee di tutto il paese grazie alla totale arrendevolezza e in molti casi della complicità della classe politica inglese. La gravità della situazione è apparsa a tutti chiara anche nel 2017 anno nel quale sono stati arrestati 400 jihadisti ( il numero piu’ alto di tutti i tempi). Andrew Parker capo dell’MI5 durante una conferenza stampa, ha avvertito la Gran Bretagna che “stava affrontando la sua più grave minaccia terroristica nella storia recente” e “ che altri attacchi saranno inevitabili”. In particolare l’intelligence inglese lontano anni luce dai film di James Bond a causa di tagli finanziari e errate riorganizzazioni interne, teme a giusta ragione il ritorno a casa dei foreign fighter con in tasca il passaporto di Sua Maestà. Per lo “Uk Office for Security and Counter-Terrorism” i jihadisti partiti negli anni dall’Inghilterra sarebbero piu’ di 800 dei quali 400 sarebbero già tornati in patria. Altri potrebbero provare a tornare in Gran Bretagna passando dalla permeabile e ospitale Turchia. Tappa obbligata la città di Gaziantep dove procurarsi una nuova identità e i relativi documenti è facilissimo, basta pagare. E che Dio salvi la Regina.

 

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