Chi è il predicatore Ibrahim Abou Nagie

Arresti in Germania: la rete che collega gli imam ai finanziatori del Golfo

L’ultima operazione effettuata dalla polizia tedesca ha fatto emergere il ruolo dei Paesi del Golfo nel finanziamento di centri di proselitismo dell’Islam radicale in Germania e Svizzera. Al centro dell’inchiesta il predicatore Ibrahim Abou Nagie.

È scattata all’alba del 15 novembre in tutta la Germania una gigantesca operazione di polizia che ha coinvolto centinaia di agenti. Nel blitz preparato dopo anni di indagini sono stati perquisiti più di 200 luoghi tra moschee, associazioni e residenze private. Obiettivo delle autorità tedesche l’associazione religiosa salafita “Die Wahre Religion” (“La Vera Religione”), gruppo fondato nel 2005 dal predicatore di origine palestinese Ibrahim Abou Nage. Dopo le perquisizioni che hanno portato al sequestro di una ingente documentazione che prova le attività illegali del gruppo, il ministro degli Interni tedesco Thomas De Maiziere ha messo al bando l’associazione. Nagie, che al momento del blitz si trovava in Malesia, è attualmente è nei Balcani.

Ibrahim Abou Nagie nasce nel 1964 in un campo profughi nei pressi di Gaza e arriva in Germania nel 1982 con lo status di rifugiato politico dichiarando che avrebbe studiato ingegneria elettrica, cosa che però non fece mai preferendo l’islam radicale. Diventa cittadino tedesco nel 1994, e nonostante una serie di truffe ai danni del fisco tedesco ( 2007) e l’aver collezionato una lunga serie di fallimenti con relative procedure di insolvenza delle sue attività, riesce sempre a evitare condanne penali.

Con il passaporto tedesco in mano si dedica esclusivamente alla predicazione dell’islam radicale e, pur non avendo alcuna formazione teologica, si autoproclama imam. L’adesione alla versione più estrema dell’islam lo porta fin subito all’attenzione dell’opinione pubblica tedesca grazie alle numerose apparizioni in tv, sulla stampa e sul web dove invoca la pena di morte per gli omossessuali e per gli “infedeli” chiedendo inoltre l’applicazione della legge islamica (Sharia) nel Paese. La sua è un’ascesa inarrestabile nella galassia del radicalismo tedesco che attraversa insieme al convertito tedesco (ex pugile di modesto valore) Pierre Vogel (Abu Hamza), a sua volta predicatore dell’odio. Insieme battono le strade dei Länder tedeschi dove attirano decine e decine di sbandati recandosi anche presso gli asili e le scuole islamiche dove trovano terreno fertile per i loro insegnamenti. A loro si unisce un altro convertito tedesco, Sven Lau (Abu Adam), che nel 2014 a Wuppertal presidierà per un breve periodo alcuni quartieri della città con la “Sharia Police”, una sorta di “Polizia Islamica”. La parabola di Sven Lau si interrompe il 15 dicembre 2015 quando viene arrestato. Sven Lau è tuttora detenuto in quanto accusato di aver dato supporto logistico al gruppo “Muhadschirin Dschaisch wal-Ansar”, legato all’ISIS.

Ibrahim Abou Nagie
Ibrahim Abou Nagie

L’anno della consacrazione di Nage è il 2005, perché con misteriosi finanziamenti diede il via a una imponente e organizzata operazione di proselitismo denominata “Lies!” (in tedesco “Leggi!”) in Germania. Vennero stampate in Arabia Saudita 25 milioni di copie rilegate del Corano destinate a tutte le famiglie tedesche, avvicinate con bancarelle e stand in tutte le piazze del Paese secondo un’attività denominata “Dawa Street”. Incurante delle polemiche e delle denunce della magistratura tedesca per la diffusione “dell’odio religioso” e per “incitamento all’omicidio” (mosse nei suoi confronti tra il 2011 e il 2013), in complicità con le organizzazioni oggi fuori legge “Millatu Ibrahim” (fondata da Dennis Cupert, cantante rap tedesco oggi in Siria, ndr) e “Dawa FFM”, Nage estende le proprie attività in tutta Europa ma anche in Brasile ed Estremo Oriente. L’11 Febbraio del 2016, nonostante la difesa appassionata dell’avvocato di origine turcaMutlu Günal, Nagie viene condannato in primo grado dal Tribunale di Colonia a tredici mesi di carcere (sospesi con la condizionale) per aver incassato in maniera illegittima 53.000 euro dalla disoccupazione tedesca. È stato dimostrato, infatti, che mentre predicava contro l’Occidente incassava la rendita come disoccupato: soldi “degli infedeli” che Nage non si è fatto scrupoli di prendere.

Il giorno dopo la condanna sorride beffardo davanti a una moschea di Abu Dhabi e posta numerose foto sul suo account Facebook. Negli anni le attività del suo gruppo crescono esponenzialmente grazie ai “sulfurei finanziamenti”, ai siti internet, alle conferenze e ai filmati che mostrano sempre Nage abilissimo imbonitore dalla voce rassicurante in mezzo ai giovani e bambini di tutte le età. Cresce pure il tenore di vita del sedicente imam: completi alla moda, villetta in un quartiere residenziale e una lussuosa berlina Mercedes parcheggiata nel vialetto di casa. Chi paga? Tutto ciò resta un mistero, fino a quando qualcuno non gliene chiede conto la mattina del 16 novembre 2016.

L’inchiesta allargata alla Svizzera

L’inchiesta tedesca tocca anche la Svizzera dove “Lies!” è attiva da anni nelle più importanti città svizzere dove raccoglie consensi non solo tra gli estremisti musulmani provenienti dai Balcani ma anche tra cittadini svizzeri. Tutto questo con il beneplacito dell’organizzazione salafita svizzera “CCIS”, acronimo di Consiglio centrale islamico svizzero, presieduto dal controverso imam svizzero convertito Nicolas Blancho, altro grande esperto di finanziamenti dai Paesi del Golfo Persico e in particolare dal Qatar.

Per la Confederazione Svizzera, alle prese con il proliferare di moschee di nuova costruzione, sarà molto complicato mettere al bando l’organizzazione salafita di Ibrahim Abou Nage vista la legislazione molto garantista che vige nel Paese. Elemento questo che preoccupa l’opinione pubblica e una parte del mondo politico – in particolare quello di centro-destra – turbato dai continui casi di cronaca che vedono gli estremisti islamici come protagonisti negativi. L’operazione di polizia fatta in Germania assume quindi una valenza importantissima, ma se gli altri Paesi europei e la Confederazione Elvetica non riusciranno a fare lo stesso con Nagie e il suo gruppo gli sforzi di magistratura e polizia tedeschi saranno stati vani.

Sono nato a Sorengo ( Svizzera) il 2 Maggio 1966. Fondatore della Eyeswiss Video Security Solution azienda che opera in Canton Ticino e all'estero, Il suo core business è la sicurezza e in particolare la realizzazione di impianti di videosorveglianza e di antintrusione; vanta importanti referenze nel settore pubblico e privato. Ho iniziato a collaborare con il Corriere del Ticino nel 2015 occupandomi di geopolitica, strategia militare e di contrasto ai fenomeni criminali con particolare riferimento al terrorismo di matrice islamica. Nel 2016 ho iniziato una collaborazione con il giornale online www.lookoutnews.it, dove tenevo una rubrica dal titolo " Confessioni Elvetiche" www.confessioni-elvetiche.ch che ho riproposto dal 2017 ad oggi su www.oltrefrontieranews.it con lo stesso titolo. Nel corso del 2017 ho pubblicato il mio primo libro "Allarme Europa - il fondamentalismo islamico nella nostra società" scritto in collaborazione con Osvaldo Migotto, capo della redazione esteri del Corriere del Ticino. Dal 2017 scrivo regolarmente per il quotidiano italiano "Libero".

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