Siria, curdi e americani provano la spallata. Via all’offensiva finale contro gli ultimi territori dello Stato islamico.

Le forze curdo-siriane aiutate dagli Stati Uniti, hanno annunciato di aver incominciato l’assalto finale agli ultimi bastioni controllati dallo Stato islamico in Siria. Le operazioni militari condotte con truppe a terra ma che possono contare anche sui droni americani, sono iniziate sabato 9 febbraio 2019 dopo aver consentito che almeno 25mila persone potessero fuggire dalle zone ancora controllate dall’Isis. La provincia che l’alleanza curdo-araba vuole bonificare è quella di Deir Ezzor (Siria), dove si trova il villaggio di Baghouz dove si sono asserragliati gli ultimi combattenti dello Stato islamico.

L’obbiettivo dell’operazione militare è quello di occupare definitivamente gli ultimi due chilometri quadrati di territorio, prima che inizi il ritiro americano come dichiarato dal Presidente Donald Trump. Sono tante le questioni che restano aperte; che ne sarà della Siria e dell’Iraq? Chi potrà assicurare che non inizi una nuova destabilizzazione dell’intera area e chi garantirà che lo Stato islamico non riconquisti in pochi mesi come temono al Pentagono, il “Siraq”? E chi può  assicurare che Abu Bakr Al Baghdadi non stia solo aspettando il ritiro degli americani per ? E dove sono finiti tutti i foreign fighters? Ed infine sempre ammesso che esista, qual è il progetto politico di stabilizzazione dell’intera area? 

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