Morto Abu Bakr al Baghdadi ucciso mentre tentava di fuggire in Turchia. Blitz riuscito o inconfessabile accordo?

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha appena confermato durante l’attesa conferenza stampa, la morte di Abu Bakr al Baghdadi. Il leader del disciolto Stato islamico è stato ucciso nel corso di una complessa operazione iniziata due settimane fa. Donald Trump ha usato toni durissimi, sconfinando anche nell’inutile e pericolosa provocazione; “Al Baghdadi si è fatto saltare in aria e ha ucciso tre dei suoi figli che erano con lui” aggiungendo che “era un uomo malato e depravato, violento ed è morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo“. Gli Stati Uniti durante il raid hanno avuto la collaborazione di altri paesi come Trump ha confermato; “Questo raid è stato impeccabile ed è stato reso possibile grazie all’aiuto della Russia, Siria, Turchia e Iraq e anche dei curdi siriani”. Il raid nel quale sono stati utilizzati otto elicotteri e un numero imprecisato di droni  è iniziata alle 23.00 ( ora locale) e hanno visto secondo l’agenzia stampa Agenzia Nova,  l’intervento dei “Navy Seal” proprio come accadde con il raid nel quale venne ucciso Osama Bin Laden ad Abbotabad (Pakistan) il 2 maggio 2011. L’agenzia stampa araba “al Hurra” ha confermato che “una unità militare statunitense appartenente alla Navy Seal Division ha effettuato un’operazione di sbarco contro un gruppo di terroristi dello Stato islamico nella Siria nordoccidentale, nella provincia di Idlib, e un certo numero di capi dell’organizzazione, incluso il suo leader Abu Bakr al Baghdadi, sono stati uccisi”. E’ dunque finita in un tunnel dal quale non si poteva uscire, la parabola di Abu Bakr al Baghdadi che nell’ultimo atto della sua vita ha trascinato con se anche tre dei suoi figli rimasti uccisi dall’esplosione del suo giubbotto.

Chi era Abu Bakr al Baghdadi

 Ibrāhīm ʿAwed Ibrāhīm ʿAlī al-Badrī al-Sāmarrāʾī o piu’ semplicemente Ibrāhīm al-Badrī era nato nel 1971 a Samarra, in Iraq in una famiglia della classe media sunnita. Dopo aver tento di diventare avvocato e ufficiale dell’esercito, Al Baghdadi grande appassionato di calcio (pare lo chiamassero Maradona), scelse gli studi islamici e si laureo’ a Baghdad nel 1996. Di lui non seppe mai nulla fino al febbraio del 2004 quando venne arrestato dall’esercito americano che dopo 10 mesi, lo fece uscire dal campo di prigionia di Camp Bucca perché venne ritenuto “non pericoloso”. Da quel momento si concentro’ nella creazione del “califfato” un sogno il suo, che divenne realtà il 4 luglio del 2014 quando apparve nella moschea al-Nouri di Mosul (Iraq) dove invito’ tutti i musulmani a promettergli fedeltà dopo essere stato scelto (a suo dire) per guidare il califfato proclamato dall’Isis.

Nella sua impresa criminale lo assisteranno molti dei detenuti di Camp Bucca con i quali Al Baghdadi era entrato in contatto durante la sua breve carcerazione. I successi, il declino e la sconfitta dello Stato islamico almeno come realtà statuale, sono ormai entrati nelle pagine di storia anche se sulla sua figura, molte domande sono rimaste senza risposta. Dopo la battaglia finale nella provincia di Deir Ezzor (Siria) del febbraio 2019 ed in particolare nel villaggio di Baghouz, dove si  erano asserragliati gli ultimi combattenti dello Stato islamico, si diffusero nuove voci sulla sua morte a volte fatte anche circolare da lui stesso per potersi muovere con maggiore agio sul territorio dove le milizia curde lo braccavano. Poi un lungo silenzio intervallato da qualche sermone audio fino all’ultima apparizione in video dell’aprile 2019 dove visilmente ingrassato e seduto con un miliziano, parlo’ per 18 minuti. Poi ancora un lungo silenzio rotto solo da un’audio-messaggio del settembre 2019 intitolato “Agite!”. E’ probabile che il “califfo” che non aveva piu’ il suo califfato, stesse tentando di spostarsi in Turchia dove si dice siano depositati molti dei denari accumulati dallo Stato islamico. Da oggi anche questo piccolo iracheno che divenne califfo, finirà nel “panteon jihadista” insieme Osama Bin Laden, Abu Musab Al Zarqawi,Anwar Al Awlaky, Abu Musab al-Suri, e moltissimi altri terroristi islamici.

L’operazione americana di questa notte regala prezioso ossigeno politico a Donald Trump,  ma serve anche al Sultano di Ankara Erdogan e a Vladimir Putin senza contare il redivivo Bashar el Assad che dopo aver causato mezzo milione di morti nel suo paese, è ancora al suo posto. Non si puo’ non esprimere soddisfazione per la morte di un assassino del calibro di Al Baghdadi tuttavia, la sensazione è Al Baghdadi sia finito in uno di quegli inconfessabili scambi che vedono i curdi come vittime sacrificali. Ma nessuno si illuda, mentre Donald Trump raccontava come Al Baghadi “moriva come un cane, come un codardo” qualcuno da qualche parte del mondo, lo stava guardando e progettando la nuova stagione del terrore. E quando inizierà stavolta, non ci saranno i curdi a morire per noi.

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