Attentato in Tunisia, muore un agente. L’Isis rivendica.

Lo Stato islamico nelle scorse ore ha rivendicato attraverso l’agenzia stampa “Amaq” l’attentato terroristico avvenuto ieri ad Akouda, (governatorato di Sousse), in Tunisia. Con un breve comunicato apparso sui canali Telegram l’Isis ha affermato che  i combattenti dello Stato islamico hanno compiuto ieri un attacco nella città di Sousse a nord-est di Tunisi”. Durante l’attacco alla Guardia nazionale tunisina l’agente Sami Mrabet è rimasto ucciso mentre un suo collega, è rimasto gravemente ferito. Dopo l’iniziale sorpresa gli agenti della Guardia nazionale hanno reagito e sono riusciti ad eliminare a colpi d’arma da fuoco, tre terroristi. Secondo fonti del Ministero degli interni tunisino sono state arrestate sette persone tra le quali c’è la moglie di uno degli autori dell’attentato, oltre ai due fratelli di uno dei terroristi uccisi. Per la località di località turistica di Sousse (nord della Tunisia) non si tratta di un fatto isolato vista la presenza di nuerose cellule jihadiste. Sempre nei pressi di Sousse sulla spiaggia dell’Hotel RIU Imperial Marhaba, di proprietà spagnola, situato nel villaggio turistico di Port El Kantaoui,(che si trova a 10 km dal centro cittadino di Sousse) il 26 giugno del 2015, 38 turisti stranieri (tra i quali  30 cittadini britannici), vennero barbaramente assassinati dal 24enne Seifeddine Rezgui Yacoubi alias Abu Yahya al Qirawani ucciso dalla polizia durante l’attacco, e da un complice in seguito arrestato.

L’uomo che non aveva mai avuto problemi con legge, aveva un diploma di una scuola tecnica e frequentava l’università di Qayrawan, in Tunisia, dove studiava ingegneria. I feriti che furono 39, raccontarono che l’uomo si era comportato in maniera piuttosto impacciata soprattutto nei primi minuti dell’attacco «Sembrava non sapere come maneggiare un’arma così pesante», racconto’all’epoca un testimone al New York Times. Anche nel 2015 l’attacco venne rivendicato dal sedicente Stato islamico che oggi come allora, attrae moltissimi giovani tunisini. Basti pensare che dalla Tunisia sono partiti circa 6.000 foreign fighters ma non solo, sono stati piu’ di 9.000 coloro che sono stati fermati dalle autorità nell’intento di andare a combattere nel “Siraq”.

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