La Francia e il rischio di una guerra civile (MDD 4 ottobre 2020)

Ero furioso, quelle caricature del Profeta erano per me insopportabili”, queste le prime dichiarazioni del 25enne pachistano Zaheer Hassan Mahmood inizialmente identificato come il 18enne Hassan Alì, autore dell’attacco di Parigi del 25 settembre scorso nel quale -a colpi di mannaia- ha ferito quattro passanti che credeva fossero giornalisti di Charlie Hebdo senza sapere che la redazione del giornale oggi è in un luogo segreto dopo la strage del 2015. Nel suo telefono cellulare c’era un video nel quale rivendicava il suo atto salmodiando passi del Corano, piangendo e pronunciando in lingua urdu queste parole: “Oggi, venerdì 25 settembre, io li condannerò” -ed ancora- “devo vendicare quelle caricature del Profeta ripubblicate da Charlie Hebdo che sono diventate insopportabili”. L’attacco è arrivato dopo che il quotidiano Le Figaro aveva appena pubblicato i clamorosi risultati di un sondaggio effettuato dall’Istituto di ricerca Ifop per conto del giornale satirico Charlie Hebdo e della Fondazione Jean-Jaurès. Nel sondaggio leggiamo che alla domanda “metti le tue convinzioni religiose prima dei valori della Repubblica?”, il 74% dei musulmani francesi sotto i 25 anni ha affermato di anteporre l’Islam al rispetto dei valori della Repubblica. Dalla ricerca emergono altri dati: il 61% dei musulmani francesi condivide l’affermazione “lIslam è l’unica vera religione” (+ 6% rispetto al 2016). Altro dato allarmante è quello del 45% dei musulmani francesi under 25 che ritiene che “l’Islam sia incompatibile con i valori della società francese”, mentre il 24% degli over 35 condivide la stessa idea. Un altro sondaggio dell’Istituto Ifop mostra come sia aumentata la frequenza nelle moschee per la preghiera del venerdì. In particolare tra i 18-24enni: quasi raddoppiata in dieci anni passando dal 23% del 2011 al 40% nel 2019. Ne abbiamo parlato con Alexandre Del Valle, geopolitologo, autore di numerosi saggi sul pericolo islamista in Europa, alcuni dei quali tradotti in italiano vedi “Il complesso occidentale (Paesi Edizioni).

Come spiega questi dati? Sono il risultato della martellante campagna di re-islamizzazione della Fratellanza Musulmana su tutto il territorio francese o c’è dell’altro?

 ADV: Sì, certamente, anche se i Fratelli Musulmani non sono gli unici a fanatizzare i musulmani d’Occidente. Diciamo che vari “poli” o “centri” dell’islamizzazione convergono nell’utilizzare e strumentalizzare i musulmani europei: i Fratelli Musulmani -i più preparati e i più politicizzati- si infiltrano da anni nelle università, associazioni sportive, club culturali, partiti politici, centri di ricerche, moschee, e creano scuole e centri di formazione. Come teorizzava il loro fondatore Hassan al Banna (o come scriveva a proposito di  lotta comunista Antonio Gramsci)  sanno “che la lotta più efficace non è quella delle armi ma del combattimento culturale”.  Sicché, i Fratelli Musulmani sono maestri nell’infiltrazione e  hanno strumentalizzato i movimenti anti-razzisti con il duplice scopo di saldare un’alleanza rosso-verde con la sinistra rivoluzionaria e di rendere i musulmani paranoici affinché odino la società francese e occidentale perché”miscredente”e supposta “islamofoba”, indicando come unica soluzione l’auto-ghettizzazione, il “separatismo islamista”, quindi la rottura simbolica, sentimentale, politica e ideologica totale con la società “infedele” vista come fondamentalmente “nemica”. Questa strategia di “paranoizzazione” che descrivo nei miei libri è anche promossa da altri Stati, poli o centri del totalitarismo islamista lanciato all’assalto delle società occidentali: la Turchia neo-ottomana di Erdogan che sogna di diventare il “padrino, il protettore e capo” dei musulmani sunniti del mondo intero e dove i discendenti dei turchi rappresentano una forza elettorale da 4 milioni di persone almeno. Poi, l’Algeria che attua un doppio gioco; da noi, anche se le moschee algerine sono in generale meno radicali rispetto a quelle salafite o dei Fratelli Musulmani, l’Algeria fanatizza indirettamente i musulmani francesi e aderisce alla strategia di demonizzazione dei francesi e degli europei cristiani e di paranoizzazione dei musulmani francesi (in maggioranza algerini) producendo ufficialmente una continua propaganda di Stato anti-francese: ad esempio, quando accusa continuamente la Francia di avere provocato “un genocidio” in Algeria durante l’epoca coloniale. Più direttamente, possiamo citare anche il Qatar, sponsor di tutti i progetti dei Fratelli Musulmani e panislamici possibili in Europa, in collaborazione con la Turchia e con il Kuwait (in maniera minore). Poi, c’è il gioco del Marocco che è molto negativo come ho personalmente osservato sia in Belgio, dove la maggioranza dei musulmani islamisti radicali sono discendenti di marochini, che in Francia, dove il Governo marocchino, che finanza e appoggia una grande associazione islamica, invece di dire ai suoi connazionali di integrarsi, gli richiede di rimanere sempre marocchini, di sposarsi tra di loro -islamicamente- e condanna anche a distanza l’apostasia e i matrimoni tra donne di origine marocchina e uomini francesi: tutto in nome di una visione tradizionale dell’Islam molto conservatore in vigore in Marocco.  Nonostante abbia compiuto positivi cambiamenti, dobbiamo ricordare che c’è anche  l’Arabia Saudita che attraverso la Lega islamica in Francia e in tutto il mondo è diventata lo sponsor di una sorta di islamismo salafita “legale”, non jihadista, ma iper-intollerante e anti-infedeli, che ha naturalmente alimentato o preparato il terreno al salafismo jihadista terrorista, fondato sulla demonizzazione dei cristiani, degli ebrei, degli atei e degli “apostati”. Infine, dobbiamo ricordare l’azione molto pericolosa e ostile di uno Stato come il Pakistan, che addestra, aiuta, legittima tante organizazzioni islamiste radicali a volte anche violente.

 Dopo aver letto questi numeri e scorrendo anche i resoconti che parlano di decine di attentati sventati di continuo in Francia si evince che il vostro Paese in tempi non troppo lontani potrebbe implodere: è d’accordo?

Oltre a quanto detto in precedenza non va dimenticata l’azione anti-Stato, anti-polizia, anti-nazione e anti-occidentale dell’estrema sinistra in generale e dei troztkisti in particolare. Grazie alla loro capacità eversiva e all’aiuto di alcuni media, la presenza nel tessuto sociale è riuscita a far convergere il malcontento, l’islam radicale, la causa delle “banlieues”, quella dell’antirazzismo e dell’immigrazionismo e la difesa sistematica dei delinquenti nel loro progetto “marxista-trotskista” rivoluzionario che ha come vero obbiettivo la distruzione delle società occidentali liberal-democratiche e capitaliste. Ci sono quindi tutte le componenti per creare una bomba sociale e geostrategica interna.

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