Nîmes: due giovani donne arrestate dalla DGSI per aver finanziato il terrorismo.

Nuova operazione antiterrorismo in Francia dove qualche giorno fa a Nîmes capoluogo del dipartimento del Gard nella regione dell’Occitania, gli uomini della Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) su impulso dell’Ufficio del Procuratore nazionale antiterrorismo (PNAT), hanno arrestato due donne di 28 e 29 anni.

Le indagini che hanno portato al loro fermo hanno provato che dal 2014 incassavano l’aiuto sociale (decine di migliaia di euro) che poi giravano ad una terza sorella radicalizzata che vive da tempo in Siria. Dopo il fermo di polizia durato 96 ore, le 2 donne allo stato non radicalizzate, sono state rilasciate anche se le indagini sul loro conto continuano. In tal senso i dispositivi elettronici (telefoni e computer), daranno le risposte che serviranno ai giudici tra qualche mese, per processarle. Da tempo le autorità francesi seguono il flusso di denaro che dall’Esagono arriva in Siria e in Iraq dopo essere passato dalla Turchia nel tentativo di prosciugare le fonti di finanziamento dei jihadisti e quindi il terrorismo che soffre la mancanza di entrate regolari dopo la caduta del Califfato.

In Francia il finanziamento del jihadismo è considerato come un vero e proprio atto di terrorismo per il quale sono previste pene detentive fino a fino a 10 anni di reclusione e sanzioni che possono arrivare fino a 225.000 euro. Già nell’ aprile 2018, il pubblico ministero di Parigi, François Molins, aveva lanciato l’allarme sull’esistenza di una sorta di “microfinanza del terrorismo” alimentata da somme “singolarmente modeste ma nel complesso ingenti”. In tal senso in Francia sono stati individuati almeno 416 donatori “che hanno partecipato al finanziamento dell’organizzazione dello Stato islamico (IS)”. 

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